Associazione Georges Brassens Marsico Nuovo

Morire per l’idea di libertàma lentamente!

Uno degli ultimi pensatori liberi, un anarchico nel senso buono del termine, che si fida dell’intelligenza e del senso di tutti.

Scrittore, poeta, ma soprattutto “chansonnier” autentico e originale, dissacrante e ironico, Georges Brassens nasce a Sète (Francia) il 22 ottobre 1921. La passione per la musica lo accompagna sin da bambino. Ascolta le canzoni riprodotte dal grammofono che i suoi genitori hanno ricevuto in dono per il matrimonio, ma anche quelle trasmesse alla radio, spaziando da Charles Trenet (che considererà sempre come il suo unico, vero maestro) a Ray Ventura, da Tino Rossi a Johnny Hess ed altri ancora. I suoi stessi familiari amano la musica: il padre Jean Louis, che di professione era muratore ma si definisce “libero pensatore”, e la madre Elvira D’Agrosa (originaria di Marsico Nuovo, paese della Basilicata in provincia di Potenza), fervente cattolica, che canticchia le melodie della sua terra di origine, e impara velocemente quelle che le capita di ascoltare. Grande l’eredità lasciata: Marcia nuziale, Il gorilla, Il testamento, Nell’acqua della chiara fontana, Le passanti, Morire per delle idee e Delitto di paese. Brassens non ricercò mai riconoscimenti ufficiali e non si considerò mai un poeta, ottenne però alcuni importanti premi: Il premio conferito dall’Académie Charles Cros per il suo primo album, il grande premio di poesia conferito dall’Académie française nel 1967, il Premio Tenco nel 1976.

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